Gli smartwatch oggi gestiscono da soli un’enorme quantità di funzioni: misurano la performance sportiva, monitorano la salute,offrono la navigazione lungo il percorsoe mi invogliano a muovermi. Con il tempo ho però capito che sono gli accessori giusti a renderli un vero strumento universale. Alcuni ampliano la precisione delle misurazioni, altri aumentano la sicurezza o il comfort in sport specifici.
In questo articolo mi concentro su quattro tipi di accessori che uso più spesso con i miei smartwatch:
anello smart
fascia cardio
ciclocomputer
radar ciclistico
Ognuno di questi ha il proprio ruolo e significato e, in combinazione con lo smartwatch, crea un ecosistema che mi permette di avere sotto controllo performance, salute e sicurezza.
Anello smart – Un alleato discreto per salute e recupero
Considero lo anello smart soprattutto come complemento allo smartwatch, non come sua sostituzione. Il suo vantaggio principale è la discrezione e la comodità, che mi permettono di indossarlo senza problemi 24 ore su 24: durante il sonno, al lavoro e nelle attività quotidiane in cui preferirei togliere l’orologio.
Uso l’anello soprattutto per:
monitorare il sonno e la sua qualità
monitorare la variabilità della frequenza cardiaca
avere un quadro indicativo del recupero
Rispetto allo smartwatch, l’anello è più confortevole di notte. Niente pressione sul polso, segni sulla pelle o necessità di stringere il cinturino.
Così ottengo dati più coerenti su sonno e recupero, che acquistano più significato nel lungo periodo.
Nel mio caso, orologio e anello si completano bene: lo smartwatch copre la parte attiva della giornata e lo sport, mentre l’anello si occupa della raccolta passiva dei dati, da cui emerge il quadro generale di quanto il corpo sia pronto allo sforzo.
Fascia cardio – Una precisione su cui posso contare
Sebbene i sensori ottici da polso siano oggi molto avanzati, la fascia cardio ha ancora un ruolo fondamentale. La utilizzo soprattutto nelle attività in cui conta la precisione della frequenza cardiaca in tempo reale.
Tipicamente si tratta di:
ciclismo
allenamento di forza
corsa (soprattutto intervalli)
allenamenti con zone di frequenza cardiaca ben definite
La fascia cardio misura l’attività elettrica del cuore, quindi reagisce immediatamente ai cambi d’intensità. È la differenza cruciale rispetto al sensore ottico, che nelle variazioni brusche può presentare qualche scarto.
Un altro vantaggio è l’affidabilità al freddo o con sudorazione, condizioni che spesso mettono in difficoltà l’ottico, mentre non sono un problema per la fascia. La abbino facilmente allo smartwatch e durante l’attività non devo più pensare a nulla.
La utilizzo soprattutto quando:
voglio allenarmi esattamente in base alla frequenza cardiaca
testo la condizione o la performance
ho bisogno di dati il più precisi possibile per analizzare l’allenamento
Un ulteriore vantaggio è che molte fasce cardio sono compatibili anche con altri accessori, come ciclocomputer, tapis roulant o persino lo smartphone. Se quindi non vuoi indossare lo smartwatch ma desideri un rilevamento preciso della frequenza cardiaca dell’allenamento, in molti casi ti basterà la sola fascia.
Non tutti sopportano di avere qualcosa sul torace: per loro esiste l’alternativa del sensore da braccio.
Misura sì la frequenza cardiaca con un sensore ottico, proprio come gli smartwatch, ma grazie al posizionamento sul braccio offre una precisione paragonabile alle fasce toraciche.
Ciclocomputer – Schermo più grande, massima leggibilità
In bici lo smartwatch da solo non mi basta sempre. Non per una questione di funzioni, ma di ergonomia e leggibilità. È qui che entra in gioco il ciclocomputer.
Preferisco il ciclocomputer soprattutto perché:
ha un display più grande e leggibile
permette di gestire comodamente la mappa durante la pedalata
mostra più campi dati contemporaneamente
non devo ruotare il polso né staccare le mani dal manubrio
In questo caso l’orologio funziona più come centro di raccolta dati e dispositivo di backup. Il ciclocomputer diventa il display principale sul manubrio, dove tengo sempre sott’occhio velocità, potenza, frequenza cardiaca, navigazione e profilo altimetrico.
Un grande vantaggio è anche l’autonomia: su uscite lunghe o giri di un’intera giornata il ciclocomputer è più affidabile dello smartwatch con GPS attivo.
Nel migliore dei casi smartwatch e ciclocomputer comunicano nello stesso ecosistema, così i dati si sincronizzano automaticamente al termine dell’attività, senza dover fare nulla manualmente.
Detto ciò, il ciclocomputer non è sempre indispensabile. Oggi gli smartwatch possono sostituire in gran parte questo tipo di dispositivo. Direi quindi che si tratta soprattutto di comfort d’uso.
Se siete ciclisti occasionali che salgono in sella di rado, uno smartwatch vi basterà. Se invece pedalate con regolarità, prenderei in considerazione l’acquisto di un ciclocomputer, a prescindere dal fatto che abbiate o meno uno smartwatch.
Radar ciclistico – La sicurezza prima di tutto
Considero il radar ciclistico uno degli accessori più utili in assoluto, soprattutto se pedalo su strada o su percorsi trafficati. Non aumenta prestazioni o condizione, ma incrementa sensibilmente la sicurezza.
Il radar rileva i veicoli in arrivo da dietro e:
avvisa della loro presenza
mostra distanza e velocità di avvicinamento
sa distinguere un’auto da un’intera fila
Le informazioni compaiono sul ciclocomputer o sullo smartwatch. In questo modo ho sempre sotto controllo ciò che accade alle mie spalle, senza dovermi voltare di continuo o rischiare di perdere stabilità.
L’effetto psicologico del radar è enorme: la guida è più tranquilla e fluida e posso concentrarmi meglio sul percorso e sulla mia performance. Spesso il radar è abbinato a un fanale posteriore che reagisce automaticamente ai veicoli in avvicinamento.
Per il ciclismo su strada considero il radar un dispositivo che dovrebbe far parte dell’equipaggiamento base, al pari del casco.
Un ecosistema che ha senso
Lo smartwatch è la base, ma solo insieme agli accessori giusti esprime tutto il suo potenziale. Ognuno dei dispositivi che uso risponde a un’esigenza diversa:
smart ring – recupero, sonno e lifestyle
fascia cardio – massima precisione dei dati sportivi
ciclocomputer – comfort e controllo della pedalata
radar ciclistico – sicurezza su strada
L’importante è che questi elementi si completino a vicenda, senza escludersi. Non si tratta di avere più tecnologia possibile, ma di far sì che ogni parte abbia senso e semplifichi l’uso invece di complicarlo.
A mio avviso, un ecosistema ben impostato è la chiave perché la tecnologia sia davvero d’aiuto e non l’ennesima distrazione, nello sport come nella vita di tutti i giorni.
Crediti foto:
fotografi di Hodinky 365
Garmin.com
Coros.com
Abbiamo a cuore la tua privacy
Utilizziamo i cookie per garantire la funzionalità del sito e, con il tuo consenso, per personalizzare il contenuto del nostro sito. Facendo clic sul pulsante "Ho capito", acconsentite all'utilizzo dei cookie e al trasferimento dei dati relativi al comportamento sul web per la visualizzazione di pubblicità mirata sui social network e sulle reti pubblicitarie di altri siti.